martedì, 10 marzo 2009

(Caduta di gusto - Ma: siamo uomini o caporali?)

Il trans era proprio bello, grandi tette e

un gran cazzone, molto nero come lei o lui.

Nel video s'inchiappetava un magrolino

bianco fin troppo pallidino.. Naturalmente, mentre

li guardavo mi sono alfin concesso

di venire anch'io..(Altrimenti - una tantum -

a che scopo vederli  - e con le cuffie - gementi et

 gaudenti sentirli?)

postato da: albertusa alle ore 00:07 | Permalink | commenti (1)
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lunedì, 09 marzo 2009

Forse una delusione, come ogni piccola

 catastrofe, può servire per fare un po'  di luce

 e vederci un po' più chiaro, ed anche per non

dare mai tutto per scontato..

(Albert finxit)

postato da: albertusa alle ore 13:06 | Permalink | commenti (1)
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mercoledì, 28 gennaio 2009

Una per me delle canzoni più belle, poeticamente vitali-punk e divertenti, che mi succede di canticchiare sempre, pur non ricordandomi mai del tutto il testo, è questa di Lucio Dalla:
Lyrics to Merdman :
"Pronto pronto c'è qualcuno che mi sente
merda sto precipitando c'è qualcuno lì"
Notte nera nera notte senza luna
Una bianca scia nel cielo si consuma
mentre sotto come fuochi nella notte
Grattacieli e tv accese come torce
Un marziano un tipo strano un sangue misto
Un qualcosa di schifoso mai visto
Barcollando esce fuori dai rottami
" Sono Merdman c'è qualcuno lì"
A parte il puzzo veramente micidiale
Aveva in sé qualcosa di familiare
Sui trent'anni bocca larga e braghe corte
Sempre sporco con uno stronzo sulla fronte
Ogni tanto spiaccicava una parola
E con le dita messe li' a pistola
Catturava tutto l'audience della gente
" Sono Merdman
Sono speciale posso parlare c'è qualcuno lì
voglio anche cantare
partecipare farmi invitare a un talk-show"
A poco a poco anche la stampa più esigente
lo trovava bello fresco e divertente
Non parliamo dei bambini anche i più belli
Che si mettevano uno stronzo tra i capelli
" Voglio fare come fanno in California"
" Yes No But You Are Beautiful"
Imparo tutto in fretta ho una gran memoria
poi prende un taxi vola dentro un talk-show
Le sue dita sono un trapano nel naso
Mentre parla e dice "Vengo da lontano
E vorrei fermarmi un poco ma non posso
nelle case tutto il pubblico è commosso
E' commosso mentre piange anche lo sponsor che lo applaude gli butta anche un osso
salutando lui comincia a vomitare tra gli applausi e le foto da firmare
Come fanno tutti quanti in California
" Sono Merdman...c'è qualcuno lì..."

(albertgiulin fixit)

postato da: albertusa alle ore 07:42 | Permalink | commenti
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domenica, 02 novembre 2008

Se fosse vivo Fassbinder, in 4 settimane girerebbe un capolavoro, liberamente ispirandosi magari

al delitto di Perugia, avvenuto la notte di Halloween di un anno fa; oppure, essendo defunto il regista

Antony Minghella, ci vorrebbe il geniale tocco di Woody Allen per illustrare con vari stratagemmi,

la diabolica  rete intessuta daila banda  dei 6 criminosi - tra cui lo Sgarbi gigolot svizzero 43enne

(belloccio, alto 1,85, occhi azzurri)  - che sono stati recentemente arrestati per aver continuato ad

 estorcere milioni di euro, da autentici megalomani fuor di capoccia,  a un giro di donne tedesche

molto ricche quanto assai cretinozze. Ma quando avvengono certi fatti che in un certo senso

superano - come si suol dire - l'immaginazione, (poiché in molti individui il perseverare nei propri

vizi è davvero diabolicum, come se fossero proprio delle astute virtù - secondo i bacati dettàmi di

quest'insana società) - si ha però sùbito il forte sospetto che, speculandoci sopra, verranno probabilmente

girate delle fiction piuttosto grossolane, affidate a registi e sceneggiatori di derivazione forse pubblicitaria,

con molto pelo non solo sullo stomaco ma dappertutto, ovvero senz'alcuna finezza espressiva né

quel minimo di spirito critico.

 

postato da: albertusa alle ore 15:14 | Permalink | commenti
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lunedì, 27 ottobre 2008
I piccioni si muovono anfetaminici
e mi chiedo, Dio mio,
la vita e la morte come ci
prendono per il culo!
(Albert)
Ti accorgi che sono vivo
E non mi lascio umiliare:
Ho buone antenne che sentono a distanza
E non sopporto di farmi calpestare.
Ma non considerarlo
Neppure un pretesto...
 (Albertgiulin)
postato da: albertusa alle ore 13:06 | Permalink | commenti (2)
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lunedì, 27 ottobre 2008

Ecco allora perché l'uomo che

abita là in fondo, al Faro, e fuma al giorno

c.a. 60 sigarette - è sì mio amico,

ma fino a un certo punto...

Come tropp'altri, anch'egli ignora

sull'altra faccia dei 2 euro

il conio del profilo di Dante!

(albert)

Non cerco l'oscuro veicolo
che porta anche all'anima... 
Dentro un vicolo cieco, come un vincolo,
nella nostra bagnata grondaia, ora sì che dobbiamo
trovare uno svincolo - feritoia nella notte -
per risalire il cielo dei salmoni - quasi insisibile velivolo
tra le colline in fiore, nonostante tutto
 (Albert)
 

 

                                                                 ti salutoQuel fenomeno neo-esistenzialista di Martin Heidegger mi appassionò tanto fin dai tempi del ginnasio: era per me, infatti, legato al rapporto tra il suo pensiero filosofico e la poesia, così da lui strenuamente avvertita. (Vedi, ad esempio i suoi saggi del '46 "Perché i poeti?" e il "Detto di Anassimandro")... Fui uno dei primi in Italia, nel lontanissimo '65, a intuire che Heidegger avrebbe potuto diventare una star del puro pensiero, perché aveva una marcia in più (più qualcos'altro di veramente alieno-indecifrabile!) I prof e le prof con cui avevo a che fare, in qualche modo, a quell'epoca mi guardavano allibiti/e: non si spiegavano il mio amore (la mia dedizione) per un filosofo per loro troppo originale, ostico, troppo accelerato sui tempi, politicamente scorretto? ma che oltretutto (quale onta!, per un intellettuale, da "quel" Dopoguerra in poi) assomigliava fisicamente un pò al Kaiser un pò persino a Hit... Ad ogni modo, per tornare a bomba al problema che mi sta a cuore (...)non credo che - nonostante Heidegger abbia finito per diventare a suo modo una star (non dei media, bensì delle effervescenti estremità schizoidi di lor signori...) - la televisione in orari "normali" possa rendere ulteriore giustizia a questo filosofo (già abbondantemente ultrastrapazzato) - se non sporadicamente "nottetempo, casa per casa"...   (Albert)

 

postato da: albertusa alle ore 13:01 | Permalink | commenti (1)
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domenica, 26 ottobre 2008

Interessante il seguente brevissimo componimento del Tartamella

 della "Cascina Macondo";

lui che se ne intende anche di para-haiku, sostiene che questo suo è un

Senryū pervaso dal sentimento Karumi:

mio malgrado

ho pisciato qualche volta

nel lavandino

(Pietro Tartamella)

io, invece:

<si, mi piace un casino la compagnia che mi faccio.

 E so restare in mezzo al fuoco come una salamandra con
la mia anima d'amianto. E
so deludere un'altra con le mie stesse delusioni, perché un poeta
mi disse più d'una volta che bisogna
saper deludere..>

postato da: albertusa alle ore 16:08 | Permalink | commenti (2)
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venerdì, 24 ottobre 2008

(io invoco) -----

SOLO TU, POESIA, MI FAI

TORNARE INDIETRO ALL'INFANZIA

QUANDO IL MONDO ERA PER ME

 POEMA FIABESCO AD OLTRANZA,

SENZ'ALCUNA RANCIDA TRACCIA DI

ACCIDIA O DI RANCORE.

SOLO TU, POESIA, IN TUTTI QUESTI

ANNI M'HAI VERAMENTE ASCOLTATO

NE' MAI VANAMENTE TI TRASCURO!

TUTTI I TORMENTI, CHIAVI D'ASSOLUTO,

E PATIMENTI DI UN dio CHE BENOMALE

PARLA IN ME: VOCI CHE VENGONO

E VANNO TRAPASSANDOCI, DISMESSE DA GRAN TEMPO,

DOVE NON SIAN LUSINGHE NE' - m'auguro - INGANNI.

...............................................................................................

COL COLTELLO DEL mio contorto potere UNA

FORMA DI PANE AZZIMO  spezzai nel  VESPERO

ASSIEME a SIGNORINA MACCABEI - POI: LE PULIZIE VARIE,

PERFINO LE PELURIE DI ZIA CLEMENTE

STRAPPATE CON PINZETTA - CUCINATE MELE COTOGNE

 ET UVA PASSA  E COSI' PASSANO ANCHE LE

PICCOLE GIOIE QUOTIDIANE - LACRIME DI ZUCCHERO

VELATO SUL TRAMONTO SALMONATO; BURATTINI COME

GUERRIERI DI CARTASPESTA; E ANCORA UN INNO

ALL' UFO SALMODIANDO, CON TUFFO DENTRO LA

GROTTA SARDA, GOLE DI ROCCIA E

MANI SENZA PIU' DITA: SI SONO PERSE

A FURIA DI PAGARE E DI LOTTARE CON

I FANTASMI PIU' SCATENATI DELLA MENTE.

SOLO TU, POESIA, CON LE TUE ALI D'ARCANGELO

CADUTO IN FIAMME VARIOPINTE

(ARCOBALENO)

io invoco.

postato da: albertusa alle ore 13:20 | Permalink | commenti (1)
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mercoledì, 17 settembre 2008
questo presente e questa destra, che insabbiano giustizia e doveri morali come la vera evoluzione e l'autentica cultura, non ci danno proprio un bel niente: o meglio: offrono pure qualche volta abbaglianti specchietti per allodole..per creare il solito consenso delle masse, inoltre parate di pro-forma (che nascondono ugualmente il bullismo sotto quel nulla, il marcio eccetera, ma non potranno certo risolverlo): e ci condannano inutilmente ai grembiulini della Gelmini, anche quelli a spese dei contribuenti...

FINE°°°°°FINEççççççTHE END°°°°°°°fin########ENDE******FIM:::::::
postato da: albertusa alle ore 23:03 | Permalink | commenti
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giovedì, 11 settembre 2008

(postato dal sottoscritto sul blog-Telecom, ma non so se verrà accettato ovvero reso pubblico):

Era meglio (secondo me) indubbiamente ai tempi di Gandhi, anche perché a quei tempi c'era appunto un personaggio carismatico e unico come Gandhi, che non è stato "rimpiazzato" più da nessuno, in quel Continente, con quei valori di purezza pressoché assoluta, fatta forse eccezione per Madre Teresa, che cmq ha agito e si è manifestata sempre in India ma in un altro contesto storico e sociopolitico-religioso, sia pure con affinità profonde con Gandhi, verso il mondo dei più deboli e poveri.

Linguisticamente era meglio (per me) quando il francese era la lingua cosiddetta "diplomatica" forse per eccellenza: perché è più lenta,
umana ed elegante; e dunque meno commerciale dell'inglese fin troppo speed e grossolano. So bene che sto facendo un discorso "fuori-moda" e per ciò stesso anacronistico, ma non è forse giusto che un poeta (qual si presume io sia) si esprima da anarcoide non conformista? (Dimenticavo di dire che Gandhi lanciò cmq un messaggio di pace universale in lingua inglese, perché era ben conscio che sarebbe stato il più comprensibile-possibile). Detto questo, concludo non negando che credo di avere (almeno nel subconscio) un debole per l'inglese (il tedesco invece non lo conosco affatto); l'inglese in realtà non mi dispiace affatto, mi diverto a leggere passi di libri in originale, perché sento che è una lingua che mi trapassa, a volte può essere trascinante o s/travolgente; e poi è la lingua-mater di poeti che amo come Auden o Thomas.
Purtroppo non conosco quasi per niente lo spagnolo, né il portoghese né tantomeno l'arabo o l'aramaico, e mi dispiace di essere sempre stato così pigramente allucinogeno. Ma pazienza: ormai ho quasi un'età da (misera) pensione e dopotutto resterà ben poco in piedi dell'Occidente così come l'abbiamo vissuto e conosciuto.

postato da: albertusa alle ore 20:53 | Permalink | commenti
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